Vigili del Fuoco Torino
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Era il preludio di ciò che stava per accadere. Il 16, Torino rimase isolata dal mondo e le valli alpine furono devastate. Scattò immediatamente il piano di emergenza: turni raddoppiati, da 12 a 24 ore continuative, per tutti i Vigili del Fuoco del Piemonte. Ma non bastava. La macchina dei soccorsi nazionale si attivò: la Direzione Centrale inviò in supporto sezioni operative da tutta Italia, squadre specializzate dotate di mezzi e attrezzature per ogni tipo di calamità. Quello a cui assistemmo furono scene apocalittiche. |
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A Moncalieri la centrale AEM fu invasa dall'acqua, il Sangone esondò in Corso Unità d'Italia, la Dora Riparia trasformò Corso Regina Margherita in un torrente impetuoso, per poi allagare l’archivio e le rimesse della Sede Centrale del nostro Comando e, proseguendo la sua opera di distruzione, il Balon.
Persino l'ospedale Amedeo di Savoia, fu evacuato in fretta e furia. Vigili del Fuoco, medici e infermieri lavorarono in condizioni disumane, nel fango e nel caos, per salvare i pazienti. L'area Industriale di San Mauro Torinese fu sommersa da oltre 4 metri d'acqua. Centinaia di operai rimasero bloccati nelle fabbriche e negli uffici. I sommozzatori dei Vigili del Fuoco furono impegnati in pericolosissime operazioni per raggiungere le persone, spesso costretti a rompere vetri e a nuotare in corridoi pieni di detriti e nafta per trarre in salvo i sopravvissuti. |
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Il 15 ottobre, il Capo Squadra Bartolomeo Califano stava rientrando da un intervento a Ivrea.
Sulla Pedemontana, sotto una pioggia torrenziale, non poté accorgersi che il ponte sul Fiume Orco a Rivarolo Canavese era appena crollato. I due colleghi che erano con lui sul fuoristrada si salvarono. Bartolomeo no. La sua vettura fu inghiottita dalla corrente in pochi, drammatici secondi. Le ricerche durarono oltre un mese. Di lui non fu mai ritrovato il corpo. Fu ritrovato solo il suo giaccone antipioggia. Del veicolo, pochi resti di lamiera e di motore. Nel 2007, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli conferì la Medaglia d'oro al merito civile alla memoria, ricordando il suo "mirabile esempio di elette virtù civiche ed eccezionale spirito di servizio spinti fino all'estremo". |