Vigili del Fuoco Torino
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Oggi, la Dora Riparia scorre placida sotto la biblioteca intitolata a Italo Calvino, proprio nei cui locali, il 15 ottobre, si è tenuto il convegno per il 25° anniversario dell'alluvione del 2000, organizzato dall'Associazione Consiglieri emeriti.
Proprio in riva a quel fiume, l'Associazione ha riunito molti protagonisti di quei giorni convulsi: l'ex Sindaco di Torino Valentino Castellani, il geologo Dario Faule, l'ex Vice Prefetto Giuseppe Forlani, la giornalista Carola Vai, ex dirigenti comunali, Alberto Pilotto (all'epoca Capo Turno della sala Operativa 115) e Bruno Digrazia, attuale dirigente della Protezione Civile torinese. Alberto Pilotto, nel suo intervento, ha rievocato come i primi segnali giunsero venerdì 13 ottobre, con i bollettini dell'Aeronautica Militare che preannunciavano un evento eccezionale. Tuttavia, il disastro mostrò la sua cieca violenza solo nei giorni successivi. Il 16 ottobre, Torino rimase isolata dal mondo e le valli alpine furono devastate. Scattò immediatamente il piano di emergenza: per i Vigili del Fuoco del Piemonte turni raddoppiati, fino a 24 ore consecutive, mentre la macchina dei soccorsi nazionale si mobilitava con l'invio di sezioni operative da tutta Italia. Il loro impegno fu eroico e instancabile: oltre 11.000 interventi in pochi giorni, una cifra enorme che da sola racconta l'eccezionalità della catastrofe. Ma in quella tragedia, i Vigili del Fuoco non pagarono solo con la fatica. Pagarono con il sangue. |
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Il 15 ottobre, il Capo Squadra Bartolomeo Califano stava rientrando da un intervento a Ivrea. Sulla Pedemontana, sotto una pioggia torrenziale, non ebbe scampo: il ponte sul fiume Orco, a Rivarolo Canavese, era appena crollato e non c'era modo di vederlo. I due colleghi a bordo del fuoristrada si salvarono. Bartolomeo no.
La sua auto fu inghiottita dalla corrente in pochi, drammatici secondi. Le ricerche durarono oltre un mese. Del suo corpo non fu mai trovata traccia; fu recuperato solo il suo giaccone antipioggia. Del veicolo, restavano pochi brandelli di lamiera e di motore. Nel 2007, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli conferì la Medaglia d'oro al merito civile alla memoria, in onore del suo "mirabile esempio di elette virtù civiche ed eccezionale spirito di servizio spinti fino all'estremo sacrificio". |